Ilenia Colanero

IL FRENTANO d’ORO Edizione XXVII del 2026
alla Dr.ssa ILENIA COLANERO.
Campionessa Mondiale paralimpica
Lanciano 10 ottobre 2026, Teatro Fenaroli, Lanciano

nel giorno gioioso della Conferenza Stampa, mercoledì 15 luglio
al Palazzo degli Studi “Marcello De Cecco”
Il Pensiero dei GARANTI d’Oro:
Condivido la scelta, di grande ispirazione!
Guerrino De Luca.
Condivido e approvo senz’altro la scelta della super medagliata Ilenia Colanero. Complimenti a tutti Voi per l’accurato lavoro, dedito alla scoperta
e alla valorizzazione dei nostri Tesori.
Cicci Santucci
Una scelta giusta e significativa. Molto bene.
Remo Rapino
Meraviglioso!
Vilma Campitelli
Ottima ed originale scelta, congratulazioni!
Carlo Cecati
Il mio feedback é chiaramente favorevole.
Un grande esempio di positività e talento.
Sandra Di Rocco
Mi sembra un’ottima idea premiare una Sportiva di valore
anche dal punto di vista sociale per le proprie attività
didattiche nei riguardi dei giovani.
Carlo Mariani
Grazie! Mi sembra un’ottima scelta, condivido!
Alberta Campitelli
Bellissima scelta!!! Congratulazioni!!!
Fabio Luciani
A Ilenia Colanero. Il titolo mondiale attesta capacità non comuni:
talento, disciplina, tenuta. Il riconoscimento é meritato.
Vincenzo Russi

(foto di Gianluca Scerni, anche mio webmaster per questo sito
e per quello della pensione del 2009: www.daddydoctorgym.com)
La STAMPA.
15 luglio 2026:
https://www.chietitoday.it/attualita/incidene-moto-medaglie-sport-paralimpico-ilenia-colanero-frentano-d-oro-2026.html#:~:text=Ilenia%20Colanero%2C%20campionessa%20mondiale%20di,Frentano%20d’oro%202026′
16 luglio 2026:
https://www.instagram.com/p/Da1K878DQaD/

allenamenti, gare, esami Università, Conferenze?
Comunque sempre in azione positiva, creativa, generosa.
Aggiungo questa splendida opera dell’Artista Nicola Di Totto
che esprime energia, determinazione ed obiettivi da raggiungere.
Uno sguardo lungimirante da… Ferrari F80!
https://www.rainews.it/tgr/abruzzo/video/2026/06/un-murale-per-ilenia-colanero-dd11530d-64d7-4341-9baa-ba6ca0df9a3e.html

esposta il 4 giugno 2026 nella Scuola Media Statale Umberto 1°, Viale Cappuccini, Lanciano.
Questa anteprima diventerà l’esordio della mia vera pagina dedicata ad Ilenia
alla mezzanotte del 10 ottobre p.v., giorno della premiazione, al Teatro Fenaroli di Lanciano, quando sarà donato ai presenti il libretto a Lei dedicato, creato dal nostro grande Giornalista… serenizzante,
Dr. Mario Giancristofaro.
Buona e serena attesa, ma ricca e intrigante…!
La STAMPA dopo l’EVENTO.
10 ottobre 2026:
https://it.blastingnews.com/sport/2026/10/frentano-doro-a-ilenia-colanero-campionessa-mondiale-di-apnea-004177787.html
https://www.abruzzoinvideo.tv/eventi/il-frentano-d-oro-2026-a-ilenia-colanero-it134111__a48982.html
https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2026/10/10/il-frentano-doro-consegnato-a-ilenia-colanero-a-lanciano_6a01f7c7-e552-4ca3-8f7a-286a28346d69.html

https://www.instagram.com/p/DeZS1qZGyTV
https://www.chietitoday.it/eventi/frentano-oro-2026-teatro-fenaroli-cerimonia-ilenia-colanero.html
abruzzolive.tv/attualita/lanciano-premio-frentano-d-rsquo-oro-2026-a-ilenia-colanero-it39767.html
https://www.tgmax.it/frentano-doro-teatro-fenaroli-gremito-per-ilenia-colanero/
https://www.abruzzonews.eu/ilenia-colanero-vince-frentano-d-oro-lanciano-696632.html/amp
https://vastoweb.com/2026/10/abruzzo/il-frentano-doro-consegnato-a-ilenia-colanero-campionesse-mondiale-di-apnea-paralimpica/

la sfera dell’Uomo Vitruviano,
é stato creato dall’Orafa Annalia Di Battista, Aroval, di Lanciano
(Foto di Gianluca Scerni)
Il FRENTANO d’ORO.
Iniziativa prestigiosa che esprime i valori della Gente Frentana. È un premio che viene assegnato annualmente ad una persona nata nella Frentania che nel campo delle scienze, della cultura, della musica, dell’arte, dell’economia e della professione, si è resa benemerita dando lustro e prestigio alla sua terra di origine in Patria e nel mondo.
L’intento è quello di attestare con un riconoscimento tangibile l’attività delle persone che onorano la Frentania nei valori più nobili ed elevati dal punto di vista intellettuale, morale, professionale, artistico e filantropico.
Questo il link per ricordare i Garanti d’Oro,
dal primo, il M° Mario Ceroli del 1998
all’ultimo del 2025, Fabio Luciani.
Il SALUTO del SINDACO di LANCIANO Avv. Filippo Paolini.
Desidero porgere il mio più cordiale saluto, anche a nome di tutta l’Amministrazione Comunale, alla 27^ edizione de “Il Frentano d’Oro”,

(addobbo floreale di Pina Di Minni, Fiori e Colori di Lanciano)
(foto di Gianluca Scerni)
manifestazione tra le più prestigiose che Lanciano ha l’onore di ospitare.
Un Premio che mira a ricercare e a celebrare le eccellenze del nostro territorio, valorizzando coloro che, con l’ingegno, la determinazione e il talento, portano in alto in nome della Frentania nel mondo.
Parlare del Frentano d’Oro significa innanzitutto ricordare il suo ideatore e fondatore, Ennio De Benedictis, per anni motore e anima della kermesse, che con infaticabile passione e costante abnegazione si è prodigato per la realizzazione dell’iniziativa.
L’immagine del Premio è e resterà legata per sempre a Lui, alla figura dell’indimenticabile Ragionier De Benedictis, anche se altrettanto encomiabile è
il lavoro di chi ne ha raccolto il testimone, e che ringrazio: il Presidente Stefano Graziani e l’intera squadra che gravita intorno all’organizzazione e alla promozione e che si dedica a portare avanti annualmente un evento unico nel suo genere e di alto valore culturale.
Quest’anno il riconoscimento va ad un’Atleta straordinaria, che ha saputo trasformare l’amore per lo sport e per la vita e la forza di volontà in un messaggio universale di resilienza e determinazione: Ilenia Colanero.
Campionessa mondiale di apnea paralimpica, Ilenia incarna perfettamente i valori più alti dello Sport, rappresentando non soltanto un simbolo di successo e un motivo d’orgoglio per la nostra terra, ma anche un modello da seguire, soprattutto per i giovani, un esempio di tenacia, forza d’animo e capacità di non arrendersi, dimostrando come ogni barriera, ogni ostacolo si possa affrontare e superare.
Con i suoi primati e le sue conquiste, Ilenia ci insegna ogni giorno che i limiti esistono solo nella nostra mente e che con il coraggio, la disciplina e la passione
si possono raggiungere risultati impensabili.
Consegnare il Frentano d’Oro a Ilenia Colanero significa riconoscere, dunque, il valore di una storia che va oltre lo sport e che sa diventare per gli altri testimonianza, lezione di vita e ispirazione.
Congratulazioni, Ilenia, per questo meritato e ambito riconoscimento. Continua a sognare in grande, a regalarci trionfi ed emozioni e a portare con te Lanciano e la Frentania in ogni nuova sfida.

il M° Mario Ceroli, del 1998.
Il FRENTANO d’ORO 2026 a Ilenia Colanero.
MOTIVAZIONE del Comitato Direttivo dell’ Associazione Culturale
“Il Frentano d’Oro”.
Sferzata da un destino che appariva avverso e implacabile, infingardo e rapace come il più vigliacco dei ladri nella notte: potrebbe apparire così l’esistenza di Ilenia Colanero a chi non crede nelle favole, a chi non ha mai provato a gettare il
cuore oltre l’ostacolo. È con il favore delle tenebre – sembra insegnarci Ilenia – e non nei più splendenti dei mattini chiari che la vista si fa aguzza, che le malombre si sciolgono e diventano mistero, profondità di velluto, spazi per le madreperle e i coralli in cui inabissarsi, caprioleggiando, intimorati e sicuri.
Così il XXVII Frentano d’oro porta con sé lo scudo aureo, la scia non di chi ha combattuto contro un nemico ma di chi ha vinto contro se stesso, contro le proprie paure.
Il timore per l’acqua, ossimoricamente, s’è fatto principio di un’avventura, vessillo di un nuovo inizio; il fiato corto dell’affanno e dell’incertezza ha dato luogo a pinne e a branchie. Essere sensibilissimo eppure coriaceo a un tempo, a metà tra la mitologia e la leggenda, Ilenia, campionessa mondiale di apnea, e di vita, sguiscia nell’esistenza come una sirena, come una creatura anfibia, impossibile da irretire, pronta a calcare la terra e a immergersi negli abissi.
Per i suoi successi, per le sue progressive vittorie, per la lancianesità – orgoglio e legame mai sopiti nel suo animo – che lei ha esibito con fierezza sui podi di tutto il mondo, il Comitato Direttivo de “Il Frentano d’Oro”
le tributa il massimo riconoscimento, apprezzando nondimeno la sua statura umana, i suoi elevati valori morali, quell’atteggiamento spontaneo di cura e di rispetto verso il prossimo, che diventa lotta di fronte ad ogni tipo di indifferenza, discriminazione o fredda e crudele noncuranza.
Un medagliere d’oro, insomma, che comprende la sua postura nei confronti dell’altro, quel modo di stare al mondo che trova similitudine nell’azzurro dei suoi occhi buoni, che scavano nei recessi più profondi di ogni persona.
Lanciano, 10 ottobre 2026.

interpreta la nostra XXVII perla frentana Ilenia Colanero.

oooooops,
il TEATRO, é pieno!!!
(foto di Gianluca Scerni)
La Favola di Ilenia, la Donna che sussurrava ai delfini.
di Mario Giancristofaro, Giornalista,
componente del Comitato direttivo dell’Associazione e Coordinatore del Premio.

(foto di Fiorella Zegarra Giancristofaro)
Quest’anno l’Associazione “Il Frentano d’Oro”, per la XXVII Edizione del suo Premio, ha scelto di raccontarvi una favola.
La favola di Ilenia Colanero, la sirena che non sapeva nuotare, ma che, alla fine, è salita sul tetto del mondo proprio per il nuoto. Perché, a volte, può succedere che l’immaginario diventi realtà, proprio come nelle favole più belle, quelle che
restano non solo nella fantasia ma pure nel cuore e nella mente.
Quelle favole da raccontare attorno al focolare nelle giornate gelide dell’inverno, magari con la neve fuori che imbianca tutto, tra apprensione, sussulti, pensieri che si dipanano lungo le strade sconosciute, piene di sorprese, tra paure e scatti di gioia, timori e passioni.
Ora la protagonista di questa favola, Ilenia, ha 44 anni, ma quando la sua vita iniziò a trasformarsi in leggenda di anni ne aveva 33 ed era esattamente
il 21 maggio del 2015.
Sapete, anche i protagonisti delle favole hanno una età e quando si raccontano bisogna essere precisi.
“In quel giorno
– ricorda la stessa Ilenia –
ebbi un brutto incidente con la mia moto e per 4 mesi fui ricoverata in ospedale, rischiai l’amputazione di un arto inferiore, dal femore in giù”.
I medici riuscirono a salvare la gamba di Ilenia, altrimenti la favola non poteva andare avanti. E pur tra conseguenze gravi e il dolore cronico che ancora adesso l’accompagna ininterrottamente, giorno e notte, Ilenia avrebbe voluto tornare ai suoi sport preferiti. Lei li praticava un po’ tutti, soprattutto l’atletica, con la sola eccezione del nuoto perché aveva paura dell’acqua.
Ma le favole belle non possono interrompersi.
L’Ortopedico spiegò a Ilenia che proprio il nuoto doveva essere la sua terapia riabilitativa.
E lei, che aveva ed ha, un cuore d’oro e una volontà di acciaio, obbedì.
Ilenia cominciò a nuotare, a praticare in particolare l’apnea.
Nel 2016 intraprese l’attività agonistica fino a far parte della Nazionale Paralimpica di Apnea.
Seguirono anni in cui grandi sacrifici portarono a prestigiosi successi, tra record e titoli mondiali di apnea e nuoto pinnato, arrivando fino alla prestigiosa medaglia
d’oro al Word Guinnes in Cina nell’agosto del 2025, portando sul tetto del mondo il nome di Lanciano e della Frentania.
Così Ilenia divenne
la donna che sussurrava ai delfini.
Diciamola tutta. Questa non è per niente una favola, anche se ci assomiglia, é una storia tutta vera, i cui particolari autentici li potete trovare in altre pagine di questa pubblicazione.
È la storia di Ilenia Colanero, una giovane donna di Lanciano che oggi, nella splendida cornice del Teatro Fenaroli, riceve il prestigioso
Premio de “Il Frentano d’Oro 2026”,
per aver dato lustro alla sua Terra di origine senza mai dimenticare la propria
appartenenza a un territorio già di per sé ricco di storia gloriosa.
Ed infatti, Ilenia, non si è fermata allo sport paralimpico: si è laureata in
Scienze delle Attività Motorie,
è Istruttore di Attività Natatorie di Base,
Tecnico di Nuoto Pinnato per disabili,
Tecnico di Apnea per Disabili.
Un esempio di impegno civico, di volontà, di coraggio, di fiducia, di speranza. Insomma, la favola continua e chissà dove ci porterà!

l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci,
opera del M° Mario Ceroli.
(foto di Gianluca Scerni)
COMUNICATO STAMPA:
Il XXVII Frentano d’Oro a ILENIA COLANERO,
Campionessa Mondiale di Apnea Paralimpica.
Il prestigioso Premio alla Sirena che aveva paura dell’acqua.
SCRIBO – Ufficio Stampa della XXVII Edizione del Frentano d’Oro.
Prima un murales a lei dedicato nel mese di giugno 2026, ora l’assegnazione del Frentano d’Oro. È Ilenia Colanero, campionessa mondiale di apnea paralimpica, ad aggiudicarsi il prestigiosissimo premio, conferito annualmente, come da statuto,
a una persona della Frentania che nel campo delle scienze, dell’arte, dell’economia e della professione
si è resa benemerita dando lustro e prestigio alla sua terra d’origine.
Istituito dal compianto Ennio De Benedictis e attualmente guidato dal
presidente Dr. Stefano Graziani, il riconoscimento è ormai giunto alla XXVII edizione, con una continuità, una serietà e un impegno costante che avrebbero inorgoglito il suo Fondatore.
Colanero è il primo personaggio sportivo a conquistare un posto nell’albo d’oro dei Frentani illustri.
È una pioggia di riconoscimenti, medaglie e record quella che inonda, per usare una calzante metafora acquatica, l’apneista lancianese, che vanta un curriculum sportivo sterminato e pregevole, nel quale si rintracciano, primi per importanza, quattordici record mondiali di apnea paralimpica, quattro titoli mondiali di apnea, due titoli mondiali di nuoto pinnato e una medaglia d’oro, conquistata al World Guinnes in Cina nell’agosto 2025, risultato, quest’ultimo, che conferma l’altissimo valore tecnico e competitivo della campionessa; campionessa che ha intrapreso anche la strada del canottaggio paralimpico, entrando nella Nazionale Italiana dopo varie selezioni.
Ma il direttivo dell’Associazione Il Frentano d’Oro non ha valutato solo gli indiscutibili meriti di Ilenia: ha voluto premiare, infatti, la sua lancianesità che lei esibisce con fierezza, come uno stendardo, nelle trasferte in Italia e nel mondo.
Ogni volta che sono fuori ripeto che sono di Lanciano,
anzi, che sono frentana,
afferma,
essere frentana è molto di più di essere lancianese;
e io questo senso di appartenenza lo custodisco sempre dentro di me.
Inarrestabile, volitiva e determinata, Ilenia ha praticato sin dalle scuole medie e superiori tantissimi sport: forte nell’atletica leggera a livello agonistico, ha sperimentato anche la pallavolo, il tennis, il calcetto e il basket, ma, paradossalmente, si è sempre tenuta lontana dall’acqua per una paura innata, istintiva.
Poi l’incidente in moto del 2015, la prescrizione di abbandonare ogni tipo di sport tranne il nuoto, disciplina essenziale per una buona riabilitazione, e la necessità di superare ogni timore, ogni resistenza. Infine, l’approdo all’apnea.
L’incidente ha rappresentato una seconda possibilità per me
ha confessato la campionessa, con quel piglio, forse tutto frentano, che la contraddistingue e che le ha permesso non solo di affrontare a testa alta le
difficoltà ma di trarne vantaggio, di sfidare il destino avverso.
È, in fondo, Colanero una sirena che non sapeva di saper nuotare, una sportiva che ha saputo reinventarsi, diventando quasi un personaggio mitologico, anfibio, sensibile e coriaceo ad un tempo. A lei il Frentano d’Oro tributa la massima onorificenza, accolta da Ilenia con vivo entusiasmo e stupore.
Ho sempre visto Il Frentano d’Oro come il più importante riconoscimento non solo della Frentania ma dell’Abruzzo intero.
ha esclamato,
lo credevo irraggiungibile...
Ilenia Colanero riceverà l’ambito premio, il cui sigillo è l’Uomo Vitruviano”, scultura realizzata sul calco dell’opera di Mario Ceroli, durante la cerimonia, condotta come di consueto, da Mario Giancristofaro, coordinatore del premio,
che si svolgerà sabato 10 ottobre, alle ore 18, al Teatro Fedele Fenaroli di Lanciano.

stilata dal Comitato direttivo, quindi

(foto di Gianluca Scerni)
ILENIA si racconta…
Sono fieramente lancianese, classe 1982, e membro della Squadra Apnea Team Abruzzo. Fino all’età di trentatré anni non sapevo nuotare, anzi avevo paura dell’acqua. Ho sempre praticato molti sport nella mia vita, dal tennis al calcetto, dalla pallavolo al basket. Sono un’ex atleta agonista di atletica leggera nella specialità 400 ostacoli. Insomma, tutto ma non il nuoto.
Ma il 21 maggio del 2015 un brutto incidente stradale mi ha cambiato la vita. Sono stata ricoverata per quattro mesi in ospedale, senza potermi mai alzare dal letto. Ho rischiato l’amputazione di un arto, dal femore in giù. Fortunatamente i
medici sono riusciti a salvarlo dopo operazioni lunghe e complesse, come l’artrodesi alla caviglia e alla tibia, e l’osteosintesi del femore destro. Ma le conseguenze dell’incidente le sento ancora: il dolore cronico mi accompagna ventiquattr’ore su ventiquattro.
È stato allora che ho dovuto abbandonare qualsiasi attività sportiva.
Il mio ortopedico, però, mi consigliò di iniziare a nuotare: questa attività, infatti, si configura come un’ottima terapia riabilitativa. Ho vinto le mie resistenze, la mia
paura dell’acqua. Poi, sempre incoraggiata dall’ortopedico, ho cominciato a praticare l’apnea, fin quando, nel 2016, ho intrapreso la carriera agonistica.
Dopo quattro anni di allenamenti, sono entrata a far parte della Nazionale Paralimpica di Apnea.
Oggi sono protagonista di rilievo internazionale nell’ambito dell’apnea paralimpica e del nuoto pinnato, discipline nelle quali mi sono distinta per
risultati sportivi di assoluto prestigio e per il costante impegno nella promozione dei valori dello sport inclusivo.
Parallelamente all’attività agonistica, sono attivamente impegnata nella promozione dello sport paralimpico e dei valori dell’inclusione attraverso incontri e progetti nelle scuole, contribuendo alla diffusione della cultura sportiva, del rispetto e delle pari opportunità tra i più giovani.
Oggi ho intrapreso anche la strada del canottaggio paralimpico… sono entrata nella Nazionale Italiana dopo varie selezioni e a fine luglio 2026 parteciperò agli Europei di canottaggio e ad agosto ai Mondiali…
Chissà dove mi porterà questa avventura…

INTERVISTA a ILENIA COLANERO,
CAMPIONESSA MONDIALE di APNEA PARALIMPICA,
XVII Premio del Frentano d’Oro,
dalla Redazione dell’Associazione de Il Frentano d’Oro.
Ilenia, che rapporto ha con la città di Lanciano?
Ho un rapporto speciale con Lanciano. Ogni volta che vado fuori, la prima cosa
che dico è “Io sono di Lanciano”. Ho corretto molti giornalisti che sostenevano che io fossi di Atessa (dove Colanero è nata, ndr). Sono onorata di portare con me il nome di Lanciano durante le competizioni: è come se esponessi con fierezza
due stendardi, quello dell’Italia e quello della Frentania. Perché essere frentano è molto di più di essere solo lancianese: e io questo senso di appartenenza alla
Frentania lo custodisco sempre dentro di me.
Come ha reagito alla notizia dell’assegnazione del Frentano d’Oro 2026?
Ho sempre visto il Frentano d’Oro come il massimo riconoscimento, probabilmente il più rinomato non solo nella Frentania ma nell’Abruzzo intero. Lo credevo irraggiungibile e mai avrei potuto immaginare che il direttivo potesse
pensare a me e, oltretutto, pensare a uno sportivo (Colanero è il primo personaggio dello sport nell’albo dei Frentani d’Oro, ndr). Comunque, sono convinta che questo premio mi venga conferito non solo per i miei risultati ma anche per la persona che sono, per la sensibilità che mi contraddistingue, per il mio spendermi per gli altri: vado spesso nelle scuole e sono affezionatissima ai ragazzi dell’“Acchiappasogni” (Centro diurno per ragazzi diversamente abili, ndr).
Quest’anno la sua città ha riconosciuto i suoi meriti, celebrando la sua figura e le sue vittorie nello sport prima con un murales di Nicola Di Totto e poi con il
Frentano d’Oro. Insomma, lei è tutt’altro che l’esempio del famoso detto
nemo propheta in patria…
Vado fiera di questi riconoscimenti e di queste dimostrazioni di stima e di considerazione. Quando, poi, sento che mi attribuiscono l’appellativo di “orgoglio lancianese”, come fanno i ragazzi dell’Ultras di Lanciano, mi sento lusingata.
Ha avuto delle figure di riferimento nell’infanzia o nell’adolescenza?
Sì. Alle medie ho frequentato la scuola Mazzini. Ricordo il professore di Educazione Fisica, De Cristofaro, che mi ricordava sempre: “Ilenia, la gara finisce un metro dopo l’arrivo”. Era un’esortazione a non mollare mai, un incoraggiamento che mi accompagna prima di ogni gara. Ho proseguito gli studi al Liceo Scientifico di Lanciano.
In quegli anni praticavo già molto sport. Ero forte nell’atletica leggera, anche se non riuscivo mai a vincere. Ci sono insegnanti delle superiori che
ricordo con molto affetto: con alcuni di loro, come il professor Orecchioni, continuo ancora a tenermi in contatto.
Chi era Ilenia Colanero prima dell’incidente in motocicletta del 2015? Si sente cambiata dopo quell’avvenimento?
Io non mi sento cambiata: sono sempre la stessa. Non credo che le persone si trasformino, neanche di fronte alle avversità. Sono convinta, invece, che l’incidente abbia amplificato le mie peculiarità, le mie caratteristiche, il mio modo di essere. È stato un segno, un avvertimento che non stavo percorrendo la strada giusta per me. A trentatré anni, dopo una vita passata ad aver paura dell’acqua, ho dovuto abbandonare con rammarico, viste le lesioni riportate, lo sport. Allora ho imparato a nuotare per la riabilitazione. Poi ho cominciato a praticare l’apnea. Mi servo sempre di un esempio: sono come un giocatore di poker al quale, ad un certo punto, sono vietate le carte francesi. Ebbene, quel giocatore, se è un vero giocatore, imparerà a giocare a briscola, e al meglio. Bisogna ambire nella vita, fare ogni cosa al massimo. I sogni servono purché diventino reali.
Enzo Maiorca sosteneva che bisogna sempre avere paura dell’acqua anche se si è apneisti esperti.
Anche per lei è così?
Sì, bisogna avere sempre paura dell’acqua, soprattutto del mare. Non puoi mai essere così esperto e sicuro da prevedere cosa può accadere. In mare bisogna sempre entrare in punta di piedi. Mai osare.
Che significa immergersi per lei? Crede che andare sott’acqua sia un modo per scandagliare le profondità di se stessi?
No, non gli darei questo significato. Piuttosto, quando mi immergo, non penso. Riesco a entrare in uno stato di serenità.
Dopo tanti traguardi raggiunti, lei ha ancora un sogno nel cassetto?
Ho intrapreso anche la strada del canottaggio paralimpico e sono entrata nella Nazionale Italiana dopo varie selezioni. Spero di qualificarmi per le paralimpiadi del 2028.
Qual è la ricetta per diventare un campione?
Ci vuole disciplina. È la disciplina a portarti lontano, più della tenacia. E, poi, tante rinunce: le vacanze, il divertimento, le cene con gli amici.

(foto di Gianluca Scerni)
TESTIMONIANZE:
Licia Caprara, Antonella D’Antonio, Fabrizio Di Marco, Nicola “2 Neko” Di Totto, Silvia D’Orsogna, Paola Giancristofaro, Mara, Fabrizio Pagani, Marcello e Federico Rovetto, Anita Sciorra, Piero Tomeo.
Licia Caprara, Giornalista.
Ci sono paure che sembrano scritte nel corpo. E ci sono persone che trovano il coraggio di attraversarle. Ilenia Colanero aveva paura dell’acqua ma ha avuto fiducia nella sua capacità di superarla.

(foto di Gianluca Scerni)
Oggi nell’acqua ha trovato il suo spazio, il suo respiro, il suo limite da spostare ogni volta un po’ più in là.
Dopo un incidente che poteva segnare una fine, ha scelto di viverlo come una seconda possibilità. E quella possibilità l’ha portata fino al tetto del mondo.
L’apnea le ha insegnato che anche quando il respiro si ferma, la vita può andare avanti. Che il limite non è sempre una barriera: qualche volta è una soglia. Che apre a un film impensato, quando invece il finale sembrava già scritto.
Ilenia quella soglia l’ha attraversata, portando con sé, ovunque, il nome di Lanciano e della Frentania.
È campionessa di fiducia perché ha imparato a non avere paura di ciò che non conosce ancora. E a credere in una seconda possibilità, e poi in una terza, e in un’altra ancora.
Antonella D’Antonio, già Dirigente amministrativo ASL.
Parlare di Ilenia Colanero, nell’ambito di questo prestigiosissimo Premio è per me motivo di grande soddisfazione ed orgoglio.
Durante il periodo in cui ho svolto la mia attività lavorativa in qualità di Direttore di una Unità Operativa presso la nostra Azienda Sanitaria Locale Lanciano Vasto Chieti, ho avuto il privilegio di averla accanto come collaboratrice.
Ilenia era stata assegnata all’Ufficio Formazione, parte della mia più ampia Unità Operativa. Ma io ho intercettato immediatamente non solo la sua preparazione professionale particolarmente sul piano informatico (settore cruciale per la sanità
pubblica), ma soprattutto la sua disponibilità e la sua determinazione, caratteristiche queste che denotano un atteggiamento positivo sia nei confronti dell’organizzazione che delle persone che la compongono. L’ho voluta, quindi, al
mio fianco impegnandola anche in altre attività ben più complesse.
Ilenia, tra le altre doti, ha quella di far sembrare semplice anche il problema più ostico. Posso garantire che spesso accade il contrario. Lei invece era sempre pronta a supportare tutti con uno spirito vero e raro di collaborazione. Ha avuto
sempre un atteggiamento di “squadra” e mai di spirito competitivo, atteggiamento che personalmente ho sempre apprezzato e incentivato nei miei collaboratori. Così come anche un senso profondo di appartenenza e una determinazione fortissima che traspare da ogni sua azione. È stata un punto di riferimento fondamentale e una presenza costante, affrontando insieme a me sfide importanti in un periodo molto particolare e difficile nella gestione della nostra ASL.
Oggi tutto questo mi sembra sia confermato dai tantissimi e importantissimi traguardi raggiunti.
Questo Premio rappresenta un elevato riconoscimento di tutte queste sue qualità.
Sono davvero orgogliosa di averla avuta nella mia squadra lavorativa e sento il bisogno e il dovere di ringraziarla pubblicamente per quanto ha fatto con profonda dedizione e presenza costante.
Fabrizio Di Marco, Direttore Generale BCC Abruzzi e Molise.
Ho conosciuto Ilenia grazie a Marianna, un’amica comune che ebbe la sensibilità di farci incontrare. Fin dal primo momento, nei suoi occhi ho riconosciuto una forza di volontà straordinaria, una determinazione autentica e, insieme, una
profonda bontà d’animo. Mi colpirono la semplicità con cui raccontava la propria esperienza e la serenità di chi, pur avendo affrontato prove durissime, ha scelto di guardare avanti senza mai perdere la fiducia nella vita.
Conoscendo meglio la sua storia, ho compreso che i suoi successi non sono soltanto il risultato del talento e della preparazione atletica, ma anche l’espressione di valori profondi: il coraggio, il sacrificio, la resilienza, l’umiltà e la capacità di trasformare il dolore in una nuova opportunità. Ilenia non si è limitata a superare i propri ostacoli: ha messo la sua esperienza al servizio degli altri, diventando un esempio per i giovani e un’autentica testimone di inclusione e speranza. Irecord mondiali, i titoli conquistati e la medaglia d’oro ai World Games raccontano la grandezza della campionessa. La vicinanza alle scuole, l’impegno sociale e l’attenzione verso le persone più fragili raccontano, invece, la grandezza
della donna.
Per queste ragioni, il conferimento del prestigioso Frentano d’Oro assume un significato ancora più profondo. Lanciano e l’intera comunità frentana celebrano una figlia di questa terra che, con il suo esempio, ha saputo portarne nel mondo i valori migliori.
A Ilenia rivolgo, a nome mio e della BCC Abruzzi e Molise, le più sincere e affettuose congratulazioni per questo meritatissimo riconoscimento, con la gratitudine per le emozioni che ci ha donato e per la lezione di vita che continua a offrirci ogni giorno.
Nicola “2Neko” Di Totto, Street Artist.
Nel cammino della vita, fatto di imprevisti e di coperte continue, ho sempre cercato la vicinanza di chi combatte non per ambizione personale, ma per diventare un punto di riferimento per gli altri. Ilenia è esattamente questo, una persona straordinaria e luminosa, capace di trasmettermi una forza immensa.
La sua resilienza è la prova tangibile di cosa significhi lottare per restare a galla, paradossalmente proprio lei che delle profondità del mare ha fatto la propria dimensione. Per me, che ho attraversato il buio di gravi problemi di salute, Ilenia rappresenta un faro, l’esempio vivente di chi ha ricevuto una seconda possibilità e ha saputo trasformarla in un capolavoro di coraggio. È una donna che guarda al passato con il sorriso, senza lasciarsi abbattere, e che rassicura chiunque le stia accanto con quegli occhi azzurri limpidi, capaci di infondere sicurezza, speranza e
una fiducia incrollabile.

Autore del murales dedicato ad Ilenia.
Ad ogni nostro incontro aggiunge un tassello al suo cammino, un passo avanti in una sfida che somiglia a un puzzle di diecimila pezzi, tutti tinti del blu più profondo dell’oceano, lo stesso blu in cui ha imparato a respirare di nuovo, a ritrovare se stessa un metro alla volta.
C’è chi affronta le difficoltà cercando di dimenticarle, e chi invece, come Ilenia, sceglie di tornare ogni giorno nel luogo stesso in cui tutto è cambiato, per fare pace con la propria storia e trasformarla in forza per sé e per gli altri. Non l’ho
mai sentita parlare del proprio percorso come di un peso, lo racconta come un privilegio, un punto di partenza da cui ripartire più consapevole, più salda, più vera.
Oggi il conferimento del premio “Frentano d’Oro” arriva a coronare un percorso fatto di disciplina, coraggio e costanza, e a chi non ha ancora avuto la fortuna di conoscerla mostra ciò che per me è sempre stato nitido. Ilenia è una fuoriclasse autentica, nello sport come nella vita. Questo riconoscimento le rende giustizia, perché racconta al mondo intero quello che io ho la fortuna di vedere ogni giorno, una donna che ha saputo fare della propria rinascita una vittoria, e della propria vittoria un dono per chiunque le stia accanto.
Grazie, Ilenia, per avermi insegnato che la profondità più vera non si misura in metri sott’acqua, ma nella forza con cui si torna a galla.
Silvia D’Orsogna, Amica e Presidente dell’associazione “Acchiappasogni”.
Ci sono vite che si misurano in passi, altre in respiri.
Conosco Ilenia da più di quindici anni, conosco il prima e conosco il dopo.
Abbiamo passato insieme giornate e serate spensierate, fatte di leggerezza, scherzi, risate chiassose nella nostra amata Lanciano. È sempre stata una ragazza piena di gioia di vivere, di profonda e sincera positività mista ad un’ironia tutt’altro che sottile.
Poi è arrivata l’altra vita, quella fatta di imposizioni, di coraggio, di scelte, di posizioni nette. Di sogni presi e tolti dai cassetti, con un’audacia che ha sfidato tutte le regole e i luoghi comuni. Con un coraggio che ha superato tutte le aspettaive personali e professionali, forse anche le sue.
Ho conosciuto la sua rinascita, fatta di piccoli passi e grandi sacrifici, di dolore e di costanza, di battute di arresto e di infinita ostinazione.
Chi la conosce bene sa che le medaglie e i 14 record del mondo sono solo la superficie di qualcosa di molto più grande: una determinazione d’acciaio e una capacità unica di abitare il silenzio dell’acqua per riscrivere le regole:
le sue nuove regole.
E in questo ingarbugliato destino ci sono finita nuovamente io, insieme al mondo che nel frattempo avevo costruito: L’Acchiappasogni ed il Baby Acchiappasogni.
Abbiamo insieme intrecciato nuovamente le nostre vite professionali e personali, con sfide condivise e con la gioia di mangiare la vita che da sempre ci accomuna. Abbiamo creato degli eventi sia per ragazzi con disabilità e sia per bambini, sfidando l’acqua e anche, forse, i nostri iniziali timori.
È stato grandioso, perché il suo traguardo più luminoso va oltre i podi: è il modo in cui fa sentire le persone intorno.
Grazie ad Ilenia abbiamo fatto vivere momenti di gioia ai ragazzi ma anche dato lezioni pratiche di apnea dimostrando nei fatti che lo sport abbatte ogni barriera e che non è un privilegio per pochi. Perfino per chi aveva paura di immergere una sola mano nell’acqua! Ed è diventata immediatamente e inevitabilmente parte della nostra piccola famiglia, creando un clima di fiducia immediata difficilissima da riproporre con chiunque.
Ma Ilenia non è chiunque, è un’inguaribile sognatrice che coinvolge tutti attorno a sé. Per questo oggi voglio dirle qualcosa che va oltre i festeggiamenti istituzionali. Sono così grata della sua amicizia. Dove tutti avrebbero visto ostacoli, lei ha visto la possibilità. L’ha abbracciata, l’ha dominata e l’ha
trasformata in… ORO.
Ci sono momenti in cui la storia di una persona smette di appartenere solo a se stessa e diventa un patrimonio di ispirazione per un’intera comunità.
Le nostre radici frentane le hai portate sul tetto del mondo…
grazie per non smettere mai di sognare.
Ile, sei un esempio per me, per i miei ragazzi e per la società.
Con immensa stima e tutto il mio affetto.
Paola Giancristofaro, Amica di sempre.
Conosco Ilenia sin dal primo giorno di scuola al liceo, giorno in cui i miei occhi caddero su quella ragazzina con le gambe muscolose strette nei pantaloni gessati e il viso incorniciato da un caschetto scuro e impomatato. Quella che vi voglio raccontare non è la Ilenia che già conoscete, ma la mia Ilenia: la persona che è cresciuta al mio fianco e che possiede tratti e caratteristiche speciali sconosciuti a molti.
Eravamo solo due ragazzine e le nostre differenze caratteriali ci hanno avvicinate e fuse: io ero patologicamente timida, lei non aveva minimamente idea di cosa fosse la timidezza; io cinica e burbera, lei delicata e sensibile; io forte nelle materie letterarie, lei in quelle scientifiche; io ballerina classica, lei ostacolista dei 400 metri. Siamo cresciute compensandoci nella scuola come nella vita e ci siamo guardate le spalle a vicenda, spesso anche da lontano. La forza, la tenacia e la capacità di reazione che Ilenia ha oggi, e che sono note a tutti, sono qualità che l’hanno sempre contraddistinta; ma se penso alla forma che avevano quando eravamo ragazzine, mi rendo conto che erano scudi alzati a proteggere una sensibilità, celata e grandiosa, che faticava a essere mostrata nel timore di
essere lesa.
Abbiamo condiviso chilometri in motorino, amici ed esperienze… come quella volta in cui, da sedicenni, andammo a Cernobbio per il nostro primo concerto dei The Cure. Eravamo acerbe ed entusiaste; passammo ore nella camera d’albergo
a truccarci gli occhi di nero, a sbavarci il rossetto rosso e a cotonarci i capelli, per poi essere definite “luminose” dalla signora che ci staccò i biglietti. All’ingresso della band, la marea dark della folla ci schiacciò come due figurine Panini contro le transenne di metallo e Ilenia svenne.
Quella volta il concerto non andò come ci eravamo prefissate, non lo guardammo insieme, ma ci rincontrammo alla fine e lei mi disse: “Buon compleanno”,
anche se a mezzanotte non eravamo insieme”. Sempre così io e lei: lontane e vicine, i nostri pensieri sempre connessi.
E così è stato anche nel giorno del mio matrimonio: Ilenia non c’era a
causa dell’incidente, ma mi ha fatto sentire forte la sua presenza in una chiamata silenziosa e singhiozzante, e in una lettera, accompagnata da una rosa bianca, recapitata come prima portata al ristorante.
Il giorno del World Record, alle 5 del mattino, è suonata la mia sveglia; ho preso il telefono e ho trovato un suo messaggio:
“Pensami forte!”.
Il resto è storia… e un po’ la sento anche mia.
I: “Ma la smetti di piangere?”
P: “La smetterò quando smetterai di rendermi orgogliosa!”
Mara, Compagna di Ilenia.
Se qualcuno mi chiedesse quali sono i pregi di Ilenia, direi, tra le tante cose, la sua testardaggine, che per lei, ve lo assicuro, è un pregio. Ilenia la conoscevo di vista prima dell’incidente e ricordo il giorno in cui andai a trovarla in ospedale con una amica in comune: lei era lì su un letto, ma aveva il viso di una persona seduta al bar a fare due chiacchiere, serena e tranquilla.

Ricordo che rimasi colpita da questo suo atteggiamento, come se nulla fosse.
E sì, Ilenia è così: non fa vedere il dolore, lei reagisce e basta.
In una delle sue prime interviste le chiesero se ci fosse un traguardo impossibile e lei rispose:
“Se lo pensi, lo puoi raggiungere”.
Ho visto crescere le sue passioni giorno dopo giorno e, anche quando le cose non andavano nel verso giusto, contro tutto e tutti lei ha sempre vinto. E non intendo solo le medaglie: lei ha vinto come persona.
C’è una frase che mi dice spesso:
“Il traguardo è un metro dopo l’arrivo”.
E lei non si riferisce solo allo sport, ma anche alla vita: non bisogna mai mollare.
Auguro a tutti di avere accanto una persona come Ilenia: speciale e rara come solo lei sa essere.
Con tutto l’amore, Mara.
Fabrizio Pagani, Atleta paralimpico di apnea.
Ilenia è entrata nel mondo dello sport paralimpico attraverso l’apnea. Nel 2020 il movimento era agli albori ed io ero intento nel realizzare i primi record del mondo nelle specialità indoor grazie alla Fipsas, federazione italiana di riferimento della disciplina, che sapientemente mi diede risalto mediatico.
Così venni in contatto con lei che già frequentava la piscina e si cimentava
nell’apnea.
Nacque la nostra amicizia, dal 2021 compagni d’avventura che hanno dato vita al movimento dell’apnea paralimpica, realizzando i record e diffondendo il messaggio di resilienza e adattamento alla condizione di disabilità, nello sport
come nella vita.
Quante emozioni condivise!
I Campionati Italiani e Mondiali di Apnea Indoor, gli eventi, i record di profondità ai Giochi del Mare nel 2023 e 2025, e, non ultimi, i World Games a Chengdu dove Ilenia ha conquistato l’oro ed io il bronzo inaspettato.
Dal 2021 ad oggi è stato un percorso agonistico e di vita intenso, a suon di record e medaglie, ma soprattutto di esempio per tutti, con l’opportunità che si è realizzata anche a favore di altri atleti, poi sopraggiunti grazie allo sviluppo che ha
raggiunto l’apnea paralimpica che oggi annovera atleti e campioni di livello internazionale.
Ilenia però non si è limitata a questo. La sua indole da sportiva e appassionata la spinge a sperimentare ulteriori discipline sportive come il triathlon, l’handbike e il canottaggio, discipline nelle quali raggiunge traguardi di assoluto rilievo, un’anima insaziabile che trova sfogo attraverso la meravigliosa arte dello sport, non solo una rivincita sulla sorte ma
uno stile di vita che le auguro non trovi mai un tramonto.
Con affetto e stima.
Marcello e Federica Rovetto, Amici.
Ci sono persone che incontri. E poi ci sono persone che, quando le incontri, lasciano qualcosa. Non necessariamente perché pronunciano parole memorabili, perché raccontano una storia straordinaria o perché hanno già conquistato traguardi che sembrano appartenere a un mondo lontano dal nostro.
A volte è sufficiente uno sguardo, un sorriso, un modo di stringerti la mano, una telefonata fatta nel momento giusto, un abbraccio cercato tra mille impegni.
È così che, qualche volta, una persona smette di essere semplicemente qualcuno che conosci e diventa qualcuno che senti vicino.
Ilenia la conoscevamo già, prima ancora di conoscerla davvero. La conoscevamo attraverso le sue imprese, attraverso quei risultati che diventavano, volta per volta, sempre più importanti, più ambiziosi, più sorprendenti. La conoscevamo attraverso il racconto delle sue sfide, delle sue conquiste, dei record, di quella straordinaria capacità di misurarsi con il limite e di spostarlo sempre un po’ più
in là…
Poi un’amica comune ce l’ha fatta incontrare. Ed è stato immediatamente feeling.
Ilenia ha una caratteristica rara: non ha bisogno di raccontarti quanto è grande. Lo capisci da solo. La sua grandezza, infatti, non sta soltanto nelle profondità che ha saputo raggiungere, nei titoli conquistati o nei risultati ottenuti sui palcoscenici
più prestigiosi della sua disciplina. Sta nel modo in cui li vive con una straordinaria
combinazione di umiltà e fierezza.
È dolce, ma non arrendevole. È gentile, ma risoluta. È capace di ascoltare con attenzione e, nello stesso tempo, di affrontare con determinazione ostacoli che avrebbero potuto spezzare la volontà di chiunque. Ed è proprio questa apparente contraddizione a renderla così speciale.
Ilenia non è una persona forte perché ha smesso di avere paura. È forte perché ha imparato a non farsi fermare dalla paura. Non è diventata invincibile perché la vita le ha risparmiato le difficoltà. È diventata invincibile perché ha deciso di affrontarle.
C’è un’immagine di Ilenia che portiamo nel cuore, è un’immagine semplice, quasi banale, se la si guarda distrattamente, eppure racconta molto più di tante fotografie ufficiali, di tante medaglie e di tanti trofei.
… tornavamo dal mare, era una di quelle giornate di caldo infernale nelle quali l’asfalto sembrava sciogliersi sotto le ruote e anche respirare diventava faticoso.
A un certo punto, in un tratto di strada in salita, vediamo davanti a noi una persona su una bicicletta da corsa: pedalava con una sola gamba. All’inizio è stata semplicemente un’immagine insolita, qualcosa che inevitabilmente cattura l’attenzione. Poi l’abbiamo superata e, quasi istintivamente, abbiamo guardato negli specchietti. Ed è stato allora che abbiamo visto i suoi occhi: due luminosissimi occhi azzurri che guardavano avanti. Non guardavano la strada per
cercare una scorciatoia, guardavano avanti. E in quello sguardo c’era tutto: c’era la fatica, c’era lo sforzo fisico, c’era la caparbietà, c’era la sofferenza di una salita. Ma soprattutto c’era qualcosa che andava oltre tutto questo: c’era la volontà, quella forza interiore che non fa rumore, che non chiede applausi, che non ha bisogno di essere raccontata, la forza di chi ha deciso che la propria vita non sarebbe stata
definita da ciò che aveva perso, ma da ciò che avrebbe ancora potuto conquistare. Quell’immagine ci è rimasta dentro, perché in quegli occhi non abbiamo visto la campionessa paralimpica, la detentrice di record, la protagonista delle cronache sportive, abbiamo visto semplicemente una donna che pedalava verso qualcosa. E forse è proprio questo il modo migliore per raccontarla: Ilenia è una donna che guarda avanti.
L’apnea è una disciplina che, già nel suo nome, sembra contenere una sfida: trattenere il respiro, entrare nell’acqua, scendere, andare dove il corpo e la mente iniziano a suggerirti di tornare indietro. L’acqua non concede scorciatoie. Sott’acqua il rumore del mondo si attenua. Restano il proprio corpo, il proprio respiro, il proprio pensiero. E forse proprio per questo l’apnea è una delle metafore più belle della vita di Ilenia, perché per andare in profondità bisogna imparare a fidarsi di se stessi. Bisogna conoscere la paura senza lasciarsene dominare. Bisogna conoscere il proprio limite senza trasformarlo in una prigione. Bisogna avere la lucidità di sapere quando spingersi oltre e quando, invece, fermarsi.
Ilenia ha fatto tutto questo fino a raggiungere risultati che hanno oltrepassato i confini nazionali e l’hanno portata ai vertici mondiali della sua disciplina.
Ma sarebbe riduttivo raccontare la sua storia soltanto attraverso i risultati, perché una medaglia racconta ciò che è successo in una competizione. Non racconta le migliaia di ore di allenamento. Non racconta la fatica. Non racconta i giorni difficili. Non racconta le volte in cui sarebbe stato più semplice rinunciare. Non racconta il lavoro quotidiano necessario per trasformare un desiderio in un risultato.

a sin. il Guerriero della Frentania del I Millennio,
a dx, finalmente, la rappresentante del III Millennio.
C’è poi un’altra immagine che portiamo nel cuore che è forse ancora più emblematica della prima: una piscina gremita di ragazzi con disabilità, ragazzi che guardano l’acqua con curiosità, ma anche con quella paura che tutti noi, almeno una volta, abbiamo provato davanti a qualcosa che non conosciamo.
E lì c’è Ilenia. Non sopra un podio, non davanti a un cronometro, non davanti a una classifica: è lì con loro, con la sua grazia, con la sua pazienza, con il suo sorriso. E quei ragazzi imparano, imparano a conoscere l’acqua, imparano a fidarsi, imparano a trattenere il respiro e, soprattutto, imparano che quella paura che sembrava insuperabile può essere affrontata. Poi li guardi in faccia e vedi i sorrisi e ci si rende conto che è forse è quella la medaglia più bella che Ilenia abbia mai conquistato perché c’è una differenza enorme tra vincere una gara e
aiutare qualcun altro a vincere le proprie paure. La prima impresa dà una medaglia, la seconda dà un significato alla propria vita.
Ed è qui che la campionessa diventa qualcosa di ancora più grande: diventa esempio, diventa riferimento, diventa possibilità perché quei ragazzi non vedono davanti a loro una persona che parla di disabilità, vedono una persona che la disabilità l’ha attraversata. Vedono qualcuno che non racconta loro che cosa sia possibile fare. Glielo dimostra. E questo cambia tutto.
Ilenia ha avuto la forza di arrivare in cima. Ma la cosa che più ci colpisce è che, arrivata in cima, non ha dimenticato nessuno ed è una qualità tutt’altro che scontata.
Viviamo in un tempo nel quale il successo spesso viene raccontato come una conquista individuale. Ilenia, invece, sembra avere un’idea diversa del successo. Per lei arrivare lontano non significa allontanarsi dagli altri. Al contrario: più cresce il valore dei suoi risultati, più sembra crescere il valore delle persone che le stanno
intorno. Anche nei momenti più importanti non dimentica mai chi le vuole bene: un messaggio, una breve telefonata, un incontro di qualche minuto. Ma lei trova sempre quel momento. Ed è proprio quel momento che racconta chi è: perché il
carattere di una persona non si misura soltanto quando tutti la guardano. Si misura soprattutto quando nessuno la guarda, nei piccoli gesti, nelle attenzioni, nella capacità di ricordarsi degli altri mentre il mondo si sta accorgendo di te. E Ilenia questo non lo ha perso. Anzi. Forse è proprio questo che le ha permesso di
restare con i piedi per terra mentre tutto intorno a lei cresceva.
C’è una parola che ci viene spontanea pensando a lei: riscatto. Ma bisogna stare attenti a usarla, perché Ilenia non aveva bisogno di riscattarsi agli occhi degli altri, non doveva dimostrare di essere “normale”. La sua sfida è stata molto più profonda. È stata quella di essere pienamente se stessa, di scoprire nuove possibilità, di non permettere che un incidente diventasse il titolo definitivo della sua vita. E così il riscatto non è stato contro qualcuno. È stato per la libertà, per il diritto di continuare a sognare, per il diritto di dire “posso farcela” e poi dimostrarlo. Per questo crediamo che il Frentano d’Oro 2026 sia molto più di un premio assegnato a una campionessa, é un riconoscimento a una storia, é il riconoscimento a una donna che ha portato il nome di Lanciano nel mondo attraverso imprese straordinarie. Ma è anche il riconoscimento a una persona
che ha saputo riportare quelle esperienze dentro la propria comunità.
Il valore di Ilenia non sta soltanto nella profondità che riesce a raggiungere sott’acqua. Sta anche nella profondità con cui riesce ad entrare nella vita degli altri. E forse è proprio questo che rende così significativo il riconoscimento della sua Città. A Ilenia, Campionessa del Mondo. Ma soprattutto a Ilenia, Donna.
Con affetto, ammirazione e gratitudine.
Anita Sciorra, Amica di Ilenia.
C’è sempre uno spazio – e un tempo – in cui si congiungono le strade del Destino. Fisicamente le nostre strade si sono incrociate sette anni fa all’ombra della Torre della Candelora, coi suoi marcapiani a triangolini, di quello stile unico che qualche storico dell’arte ha definito “stile lancianese” e non poteva esserci luogo più significativo.

alla premiazione dell’Amica Ilenia.
(foto di Gianluca Scerni)
Tu, la tua strada la percorrevi inforcando una bicicletta giallo sole, originale, vivace, come te. Io ero a piedi con la mia Marianeve, appena nata, in braccio. Tu in braccio recavi la tua vita nuova, fatta di acque e trasformazioni, di ori e periodi bui. Tutto questo ce lo saremo raccontate poi, dentro la tua Cinquecento nera, sui kilometri di strada che abbiamo percorso insieme. Una accanto all’altra.
Tu parlavi e io riconoscevo la tua capacità alchemica di trasformare i metalli pesanti di cui la vita ti ha riempito lo zaino, dolori nel corpo e travagli interiori, in Oro.
Oggi, la città a cui tanto sei legata, Tu così innamorata delle tue origini eppure così innovatrice, così “avanti”, che la tua vista offuscata ad un occhio l’hai trasformata in straordinaria capacità di visione, ti omaggia dell’Oro, che con il
tuo coraggio, con la tua sensibilità, con la tua determinazione hai conquistato.
Oro a Te, sorella mia, sorella nostra.
Piero Tomeo, Allenatore di Ilenia.
Quando Ilenia mi ha contattato per la prima volta per muovere i primi passi nell’apnea, il quadro era ben diverso da quello che oggi tutti ammirano. Alle prime lezioni in vasca l’acqua non sembrava affatto il suo elemento naturale: i
movimenti erano rigidi, le posture contratte e l’acquaticità appariva persino impacciata. Chiunque altro si sarebbe fermato all’apparenza, ma nell’apnea il corpo è solo il riflesso di ciò che si possiede dentro.
Già durante le lezioni del corso base e nel corso dei primi allenamenti, sotto quell’incertezza tecnica ho visto emergere un tratto inconfondibile: la testa. Ilenia possedeva fin dal primo giorno la mentalità ferrea di una vera atleta. Aveva un’umiltà profonda nell’ascoltare ogni correzione, una dedizione maniacale per il dettaglio e una disciplina feroce nell’affrontare qualsiasi difficoltà non come un ostacolo, ma come uno stimolo costante a migliorare.

(foto di Gianluca Scerni)
Con il passare delle settimane e dei mesi, abbiamo intrapreso un percorso di trasformazione straordinario. Sessione dopo sessione, la rigidità ha lasciato il posto alla fluidità e l’incertezza si è trasformata in potenza e controllo mentale. Questa metamorfosi l’ha portata a scalare i vertici delle discipline indoor e outdoor, fino a competere ai massimi livelli nelle gare del circuito internazionale CMAS, conquistando podi, medaglie e traguardi di altissimo valore tecnico in apnea dinamica e in profondità.
Impossibile dimenticare il suo primo record a Vasto, nel giugno 2020, sotto il quarto trabocco a Punta Penna. Da quel momento in poi è stato un susseguirsi inarrestabile di medaglie e successi.
Vederla oggi ricevere questo premio a Lanciano, ricordando l’istante in cui ha indossato le pinne per la prima volta e guardando dove la sua forza di volontà l’ha condotta, mi riempie di un orgoglio indescrivibile, sia come allenatore sia
come amico. La sua storia dimostra che i veri campioni non sono soltanto quelli che nascono con un talento naturale, ma quelli che sanno costruirselo giorno dopo giorno, con il lavoro, il cuore, la testa e la disciplina.
APNEA
di Stefano Graziani, presidente dell’Associazione culturale “Il Frentano d’Oro”.

il Sindaco, Avv. Filippo Paolini, la Dr.ssa Cinzia Amoroso, Assessore e l’Avv. Mariuccia Troilo.
... al mio esordio, per la gioia dei Presenti, (e di Mario), ho esordito con:

(foto di Antonio Di Caro)
Ed é così che per la preziosa nostra nuova Garante d’Oro, Ilenia Colanero,
il titolo appropriato è:
Apnea volontaria dinamica in acqua superficiale.
Inizio sempre i miei articoli con l’etimologia, cioè la scienza che studia l’origine, le influenze esterne, la derivazione e la storia delle parole, anche la loro verbalizzazione sonora interpretata, partendo dalle loro radici linguistiche, originariamente greche o latine, inglesi nell’ultimo periodo, per scoprirne il
significato più profondo e culturale pratico, facilmente accessibile.
Apnea, ἄπνοια (ápnoia) in Greco, significa letteralmente “mancanza/senza respiro” parola composta dal prefisso ἀ privativo e dal verbo πνέω, pnéo: da qui la sospensione, volontaria e temporanea dell’attività respiratoria.
La nostra vita è frutto della presenza di tre elementi fondamentali:
acqua, zucchero (glucosio) ed energia solare
e sono proprio loro che gli Scienziati cercano nell’Universo sugli altri pianeti per poter giustificare qualche forma di vita (bios) oltre a quella del nostro travagliato e sofferente Pianeta.
Il termine ipossia descrive il deficit generico di ossigeno e necessita di un aggettivo che ne qualifichi l’eziologia, la motivazione, che sono i 5 sottostanti:
ipossica ——->
anemica ——->
IPOSSIA istotossica ——-> IPOSSIEMIA generale, detta anche sistemica,
vuol dire che queste 3 situazioni interessano tutto l’organismo.
stagnante ——->
ischemica ——->
Queste due situazioni patologiche, la prima da stasi venosa, l’altra da deficit di apporto di sangue arterioso, possono essere sia sistemiche (deficit funzionale della pompa del ventricolo dx), che distrettuali o locoregionali come avviene nell’infarto (morte o necrosi cellulare) del miocardio, del tessuto cerebrale (ictus ischemico), dei reni, intestino, estremità nel Paziente diabetico, nella retina, insomma ovunque, zone microscopiche e macro.
L’ipossiemia è invece, come dice la parola, deficit di ossigeno nel sangue, valutazione da effettuarsi con l’ossimetro (o saturimetro) a pinza o in situazioni complesse, anche per la prescrizione del piano terapeutico per l’O₂, con
l’emogasanalisi (EGA) con prelievo di sangue arterioso dalla radiale o femorale in provetta dedicata. L’ipossiemia stimola la produzione di eritropoietina (EPO), ormone renale fattore di crescita o emopoietico dei globuli rossi a livello del
midollo osseo. Da qui la policitemia reattiva. Più globuli rossi, più Hb e quindi più O₂ ed energia (E), ma conosciamo sia situazioni della Patologia Medica che quelle purtroppo di doping.

(foto di Gianluca Scerni)
È ora il momento di spiegare il ruolo dell’ossigeno con la formula della glicolisi aerobica che io chiamo “formula della Vita”, dove la reazione fra zucchero ed ossigeno origina acqua, anidride carbonica ed energia “E”:
C₆H₁₂O₆ + H₂O = H₂O + CO₂ + E,
cioè
glucosio + ossigeno = acqua + anidride carbonica + Energia (ATP)
dove l’ATP è l’adenosin-trifosfato, molecola complessa, che dissociandosi fornisce Kcal di Energia da impiegare nelle reazioni metaboliche biochimiche.
Ecco quindi che l’ossigeno diventa fondamentale alla vita, perché la sua presenza consente di scindere la molecola di glucosio (nutriente),
cedendo l’energia che lega gli elementi dello zucchero.
Alla predetta formula sostituendo il simbolo dell’ossigeno O₂
con il deficit di ossigeno <O₂
ottengo: C₆H₁₂O₆ + <O₂ = 2(C3H6O3) + H₂O +<E
otterremo 2 molecole di acido lattico, la metà precisa del G, cioé C3H6O3, altamente algogeno, dal greco che “provoca dolore” (ricordo l’angina pectoris), reazione biochimica che sviluppa <E, cioè poca energia
incamerata dai mitocondri, organuli del citoplasma cellulare,
energy wallet o “portafoglio” per spendere energia
da impiegare per le reazioni biochimiche vitali.
IPOSSIA IPOSSICA: patologia determinata da deficit di O₂ nell’aria respirata o per insufficienza meccanica respiratoria. Il termine anossia è relativo alla assenza di ossigeno, situazione incompatibile con la vita: è pertanto sempre sistemica o centrale (di dipendenza dal muscolo cardiaco o dalle sollecitazioni nervose encefaliche) e può essere acuta o cronica dal punto di vista della insorgenza
clinica, ma qui parliamo di sport, non di Patologia Medica o Chirurgica.
Ma torniamo all’attività anaerobica del nostro argomento ed alle sue variabili.

con lo sfondo della cartolina di Lucio Trojano, premiato del 2008, dedicata ad Ilenia.
(foto di Gianluca Scerni)
Durante un’apnea volontaria dinamica in acqua superficiale, non in profondità, come è il caso della nostra Ilenia, il corpo umano attiva una serie di risposte riflesse e adattamenti metabolici volti a preservare le scorte di O₂ per gli organi vitali e a gestire l’accumulo di CO₂.
Ecco i principali aggiustamenti fisiologici:
risposta cardiovascolare. L’interruzione della respirazione innesca variazioni immediate regolate dal sistema nervoso autonomo:
a) bradicardia: Si verifica una riduzione della frequenza cardiaca mediata dal nervo vago. Questo rallentamento serve a ridurre il consumo di ossigeno del miocardio;
b) vasocostrizione periferica con il sangue che viene deviato dai distretti meno essenziali (pelle, reni, purtroppo e muscoli degli arti) verso il cervello e il cuore attraverso la stimolazione del sistema simpatico adrealinico;
c) con la vasocostrizione si ottiene ipertensione arteriosa, cioè aumento della pressione arteriosa tramite vasocostrizione e risposte metaboliche complesse, dedicate;
d) riflesso da immersione (diving – immersione o nuotare, reflex – riflesso da…). Anche se l’apnea avviene in superficie, il semplice contatto dell’acqua, specialmente se fredda con il viso o il naso può potenziare le risposte sopra descritte tramite il nervo trigemino (V paio dei nervi cranici), con contrazione dei muscoli mimici del volto talora dolorose e drammatiche. Questo riflesso ottimizza la ridistribuzione del flusso sanguigno che vediamo al punto f);
e) variazioni dei gas ematici e risposta respiratoria. Avremo pertanto ipercapnia (>CO₂) e ipossia (<O₂). Col passar del tempo, talora anche brevissimo, questo scompenso stimola dei chemiocettori (recettori chimici), che inviano segnali ai centri respiratori del bulbo encefalico. Si avranno pertanto:
contrazioni involontarie dei muscoli respiratori, diaframma in primis, per riattivare la ventilazione e di quelli facciali con la respirazione da “fame d’aria” e del “pesce fuor d’acqua”, inefficace, ma nello Sport, ciò non avviene;
f) adattamenti del sangue e degli organi con contrazione della milza che rilascia globuli rossi di riserva nel circolo, aumentando la capacità di trasporto dell’ossigeno. Per quanto riguarda i polmoni, all’aumentare della profondità e quindi della pressione idrostatica, il sangue viene richiamato verso i capillari polmonari (blood shift, spostamento del sangue) verso i polmoni, con l’obiettivo di prevenirne il collasso dei polmoni sotto pressione, compensando la riduzione del volume d’aria.;
g) metabolismo anaerobico. La sua attivazione nei muscoli periferici privati di ossigeno, produce acido lattico, già visto sopra, aumenta la produzione di lattato con contrazioni muscolari dolorose, segno del passaggio al metabolismo anaerobico; di converso aumenta la capacità di trasporto dell’ossigeno e la capacità di tamponare l’anidride carbonica;
h) cambiamenti ormonali e renali: l’aumento della pressione intratoracica inibisce l’ormone antidiuretico (ADH). Si verifica la cosiddetta diuresi da immersione, ovvero uno stimolo immediato a urinare per espellere liquidi e regolare la pressione interna;
i) adattamento dell’orecchio. Durante l’apnea in acqua, l’orecchio subisce una rapida compressione dovuta all’aumento della pressione idrostatica, che spinge il timpano verso l’interno. Per evitare barotraumi, cioè da pressione esterna, il corpo e l’apneista mettono in atto diversi aggiustamenti funzionali supertecnici, che non descrivo, finalizzati al riequilibrio della pressione interna dell’orecchio medio con quella esterna;
l) adattamento del naso, elemento anatomofunzionale importante per l’idrodinamicità e per l’ipertensione in acque profonde, si attivano aggiustamenti funzionali compensativi tramite la chiusura totale delle narici, la gestione del muco e l’uso di ausili esterni. Tralascio l’argomento agli esperti del campo così come per le problematiche inerenti gli accorgimenti per i globi oculari, soltanto nelle grandi profondità.
Concludo: questi aggiustamenti sono potenziati dalla temperatura dell’acqua, più è fredda, più il riflesso è marcato, dallo stato di rilassamento muscolare, da allenamento e consapevolezza, in breve, dal livello di PROFESSIONALITA’ dell’ATLETA Apneista.
Grazie a Voi per la pazienza e… non acqua in bocca, ma… OSSIGENO nei polmoni!


con il nostro Giornalista “serenizzante”, Mario Giancristofaro,
ormai da me storicamente ulteriormente definito
la “colonna” ionica, dorica e corinzia dell’Associazione.
(foto di Gianluca Scerni)

per condividere con Ilenia questo splendido momento.
Da sin:, Remo Rapino, 2021, Cicci Santucci, 2009, Ilenia, Vilma Campitelli 2024,, Lucio Trojano, 2008.
(composizioni floreali di Pina Di Minni, di Fiori e Colori, Lanciano,
(foto di Gianluca Scerni)

con Mario Giancristofaro.
Sullo sfondo, Cicci Santucci e Lucio Trojano.
(foto di Gianluca Scerni)

Loro, preziosi aiutanti in campo (teatro), all’ingresso per la gestione dei posti.
Grazie di cuore alla loro discreta, elegante e fattiva presenza.
(foto di Gianluca Scerni)
Curriculum Sportivo di ILENIA COLANERO
Ilenia Colanero, atleta paralimpica di apnea e nuoto pinnato, è nata a il 5 gennaio 1982 ad Atessa, nella Frentania, anche se ci tiene a sottolineare, come già detto, di essere una lancianese d.o.c. È tesserata con l’ASD Apnea Team Abruzzo ed è membro della Nazionale Italiana Paralimpica di apnea.
RISULTATI SPORTIVI
1) APNEA PARALIMPICA
Ad oggi detentrice di 13 record nazionali e mondiali di apnea:
- Record Mondiale nella specialità di apnea dinamica con attrezzi in mare conquistato a Vasto in occasione dei Giochi del Mare (4 giugno 2021) con la distanza di 70m.
- Record Mondiale nella specialità di apnea indoor dinamica con attrezzi con la distanza di 72,10 m e Record Mondiale nella specialità dinamica senza attrezzi con la distanza di 40,15 m (vasca da 25m) conquistati in occasione dei campionati Italiani svolti a Lignano Sabbiadoro (20/21 Novembre 2021).
- Record Mondiale di apnea paraolimpica outdoor (mare) nella specialità di assetto costante con attrezzi con la profondità di -20m nelle acque di Scarlino (30 giugno 2020).
- Record Mondiale nella specialità di apnea indoor dinamica con attrezzi con la distanza di 105,80 m e Record Mondiale nella specialità dinamica senza attrezzi con la distanza di 57,80 m (vasca da 25 m) conquistati in occasione dei Campionati Italiani di Apnea Paraolimpica svolti a Torino (5/6 maggio 2023.
- Record Mondiale nella specialità di apnea indoor dinamica con attrezzi con la distanza di 115.16 m e Record Mondiale nella specialità dinamica senza attrezzi con la distanza di 62.25 m (vasca da 50 m) conquistati in occasione dei Campionati Italiani di Apnea Paraolimpica svolti a Torino (20/21 aprile 2024)
- Record Mondiale di apnea paraolimpica outdoor (lago) nella specialità di assetto costante con attrezzi con la profondità di -12m nelle acque del Lago di Garda (07/09/2024) in occasione dei Campionati Italiani di profondità.
In occasione del 1° Campionato Mondiale di Apnea e Nuoto Pinnato Paralimpico Indoor (vasca da 50 m) tenutosi a Lignano Sabbiadoro (19/21
Novembre 2023).
Ha conquistato: - Medaglia d’oro e record mondiale, nella specialità di dinamica con attrezzi con la distanza di 110.73 m.
- Medaglia d’oro e record mondiale, nella specialità di dinamica senza attrezzi con la distanza di 55,57 m.
Medaglia d’argento nella specialità di apnea statica in occasione del 2° Campionato Mondiale di Apnea e Nuoto pinnato paralimpico indoor
(vasca da 50) tenutosi a Lignano Sabbiadoro (17-19 Nov 2024). - Medaglia d’oro e record mondiale assoluto femminile, nella specialità di dinamica con attrezzi con la distanza di 125,50 m.
- Medaglia d’oro e record mondiale, nella specialità di dinamica senza attrezzi con la distanza di 75 m.
- Medaglia di bronzo nella specialità di apnea statica In Occasione dei World Games che si sono svolti in Cina dal 7 al 17 agosto 2025.
Medaglia d’oro nella specialità di apnea dinamica senza attrezzi e nuovo record mondiale cat FFS3 con la misura di 75m in occasione dei Giochi del Mare 2025 che si sono svolti a Ventotene. - Record mondiale apnea in mare specialità freeimmersion cat FFS3 , con la profondità di 20 metri.
- NUOTO PINNATO PARALIMPICO
In occasione del 1° Campionato Mondiale di
Apnea e Nuoto Pinnato Paralimpico indoor (vasca
da 50 m) tenutosi a Lignano Sabbiadoro (19/21 Novembre 2023). - Medaglia d’argento nei 200 m di nuoto pinnato con il tempo di 2’57,24.
- Medaglia d’oro e record mondiale nella staffetta 4 x 50 di nuoto pinnato con il tempo di 2’35,28.
In occasione del Campionato Italiano Paralimpico di Nuoto Pinnato svolto a Lignano Sabbiadoro (6/8 ottobre 2023) ho conquistato: - Medaglia d’argento nei 200 m di nuoto pinnato con il tempo di 3’05,85
- Medaglia d’ argento nei 100 m di nuoto pinnato con il tempo di 1’20,35
- Medaglia d’argento nei 50 m di nuoto pinnato con il tempo di 0’37,08
In occasione del 2° Campionato Mondiale di Apnea e Nuoto pinnato paralimpico indoor (vasca da 50 m) tenutosi a Lignano Sabbiadoro (17-
19 nov 2024) ho conquistato: - Medaglia d’argento 100 m monopinna con il tempo di 1’11’’03
- Medaglia d’oro 200 m pinne con il tempo di 2’51’’23
- Medaglia d’argento 50 m monopinna con il tempo di 0’32’’35
- Medaglia d’oro 50 pinne con il tempo di 0’34’’56.
- CICLISMO PARALIMPICO (cat CW2)
- In occasione del Campionato Italiano di Ciclismo Paralimpico strada e crono ho conseguito due medaglie d’argento classificandomi al secondo posto. (27 e 28 agosto 2022 – Avezzano).
- In occasione del Campionato Italiano di Ciclismo Paralimpico PISTA ho conseguito titoli Italiani classificandomi prima nelle 100 specialità 500m da fermo e 3000 m inseguimento individuale. (04/12/2022 Firenze-Velodromo Enzo Sacchi).
- 15-17 gennaio 2025 sono stata convocata dal CT della Nazionale Paraciclismo al raduno che si è svolto a Francavilla.
- CANOTTAGGIO PARALIMPICO.
- Da marzo 2026 convocata dalla Nazionale paralimpica di canottaggio
FORMAZIONE -BREVETTI - Laureata in Scienze delle attività motorie
- Istruttore Attività Natatorie di Base (NP1)
- Tecnico di Nuoto Pinnato per disabili
- Tecnico di Apnea per Disabili.

di questa splendida XXVII Edizione.
(foto di Gianluca Scerni)
e più avanti la slide dedicata.

Qui a festeggiare con il Sindaco, Avv. Filippo Paolini e tanti Amici, gioiosi e sorridenti.
e poi:

Ilenia Colanero con Amici e il Comitato direttivo dell’Associazione.
Da sin.: Cicci Santucci, Garante d’Oro del 2009, con la Signora Susele, Marcello Rovetto,
Vilma Campitelli (di spalle) premiata del 2024, Walter Fedele, Silvia D’Orsogna, Federica Di Placido, Ilenia,
Anita Sciorra, Mara D’Ovidio, Federica Di Placido, Mamma Tiziana, Marzia e Stefano Graziani.
(foto di Antonio Di Caro)


(foto di Gianluca Scerni)
… e per concludere, con gioia e soddisfazione di tutti Noi,
ricchi di splendidi e generosi sentimenti suggeriti dalla personalità di Ilenia,
Vi salutiamo con un’eccezionale immagine/magheggio
del mio Grande Amico Gianluca Scerni,
che ringrazio ancora una volta.
… Alla prossima…,
il presidente felice, Stefano Graziani con il Comitato Direttivo.

Grazie!
Ma ora é il tempo di…


webmaster e fotografo, Gianluca Scerni,
campione di Professionalità, Pazienza e Saggezza.
… e ancora, sempre GRAZIE ad Antonio Tonino Noé e Sig.ra “CapoSala” Nadia Costantini per la loro splendida Professionalità e Pazienza nei nostri confronti
per la realizzazione storica dei libretti dedicati ai Premiati.

